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Centro di Formazione Psicofilosofica

Perché il counselling filosofico?

Quando una persona ha un problema emotivo, sentimentale, relazionale o professionale l'unica soluzione che si propone, di norma, è un incontro con uno psicologo. A volte la scelta è corretta, ma spesso un intervento di counselling risulta più specifico e adatto al consultante.

Sovente il disagio della persona non affonda le sue radici in terreni patologici, malati. A volte si rivela molto più utile un approccio con un esperto in disagi esistenziali capace di ristrutturare la visione del problema del consultante, o il suo modo di affrontare la realtà e le situazioni che lo circondano. In altre parole si ha bisogno di una consulenza psicofilosofica.

La consulenza psicofilosofica è l'attività svolta da un professionista che ha affrontato un iter di studi specialistico triennale nell'ambito dei problemi relazionali privati e professionali, capace di sostenere in modo adeguato una relazione d'aiuto con un interlocutore che manifesta temi privati ed emotivamente dolorosi.

Attraverso le proprie conoscenze e competenze, il consulente filosofico è in grado di promuovere in tempi brevi la soluzione ad un quesito che crea disagio esistenziale, affettivo, decisionale, etico, relazionale ad un individuo o un gruppo di individui (coppia, famiglia, gruppo). Il consulente non fa lo psicoterapeuta in quanto il suo ambito di competenza comporta un sostegno ed un orientamento a breve termine, utilizzando le potenzialità e le risorse psicoemotive del cliente senza che questo presenti conclamate patologie psicopatologiche. La psicofilosofia non è una terapia, ma un sostegno, un aiuto attuato attraverso colloqui individuali o familiari.

Il consulente filosofico può, a seconda della sua preparazione, avvalersi di metodi e tecniche "eclettiche" o creative ( psicofilosofia ), che contemplano cioè diverse teorie e metodologie finalizzate allo studio e alla "cura" dell'esistenza dell'essere umano, al di là degli etichettamenti patologici. Questo tipo di consulenza aiuta il consultante a trovare la propria dimensione, la propria filosofia di vita, in armonia con la propria personalità e i propri valori. La filosofia pratica non considera il disagio emotivo come una malattia, ma bensì come un "malessere" individuale che ha una sua specifica soluzione, naturale e semplice.

La formazione del consulente filosofico comprende lo studio di diverse modalità di intervento tra le quali, coscientemente ed intuitivamente selezionerà la più indicata al cliente, in funzione dei suoi bisogni e del suo livello evolutivo.

Laddove il caso richieda un intervento specialistico di tipo medico, psicologico, psicoterapico o psichiatrico, il consulente ha le conoscenze tecniche per direzionare il cliente al professionista di competenza.

Il consulente è un agevolatore nelle relazioni d'aiuto tenuto a rispettare l'etica professionale.